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E’ un progetto dove racconto i miei lavori attraverso i 5 sensi, ogni sezione è distinta attraverso uno specifico codice colore, una carta particolare, un font che ne descrive l’essenza.

Comunicare significa mettere in comune. Un’informazione, una suggestione. La comunicazione è un percorso, un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Un viaggio.

I progetti sono raccolti seguendo suggestioni, in un viaggio attraverso le aree semantiche dei sensi, dal tatto alla vista.

E’ un progetto dove racconto i miei lavori attraverso i 5 sensi, ogni sezione è distinta attraverso uno specifico codice colore, una carta particolare, un font che ne descrive l’essenza.

Comunicare significa mettere in comune. Un’informazione, una suggestione. La comunicazione è un percorso, un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Un viaggio.

I progetti sono raccolti seguendo suggestioni, in un viaggio attraverso le aree semantiche dei sensi, dal tatto alla vista.

Le sezioni – tatto, udito, olfatto, gusto, vista – sono determinate grazie a un codice colore e a una specifica scelta di carte e font.

Tatto: la scelta è di un colore forte, di impatto così come nel font, una presenza importante. Il tatto è uno dei sensi che ci permette maggiormente di entrare in contatto con le cose, in questo momento in cui è sempre più difficile trovare il tempo per fermarsi e sfogliare un libro, un giornale, un magazine diventa importante riscoprire la sua importanza.

Udito: Il font ricorda le copertine di un disco datato ci prepara al progetto musicale che racconta la sezione. La scelta del colore è in antitesi al mondo dello spettacolo, del teatro soprattutto, che riconosce nel viola una previsione di sfortuna e addirittura in alcuni contesti viene proprio bannato dalla scena.

Olfatto: L’eleganza del Didot ci fa volare su una nuvola raffinata, Fashion, di classe. Il progetto inserito è un advertising di un profumo così, dalla carta scelta – patinata 170g – ai colori, improvvisamente siamo in un territorio differente dal precedente, siamo catapultati in una rivista, probabilmente di moda!

Gusto: Un cambio di stile viene dato dalla carta – Cartoncini ricilato birre cartiere Goumond – che assorbe il colore della stampa regalando completamente un altro sapore. Il font è scherzoso, tonto, quasi cartonato, che ricorda lo stile usato nelle diffuse video-ricette dove prevale l’utilizzo di font script e scherzosi.

Vista: Sul finale tutto si ridimensiona. Per questa sezione è stato scelto il font più leggibile degli ultimi anni – Helvetica – e la carta è pulita senza distrazioni così che i progetti possono raccontarsi autonomamente e possono regale alla vista la loro elaborazione e definizione.